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Cenni storici

Il Castello Camemi, quattrocentesca fortificazione appartenuta alla Famiglia Ventimiglia e sontuosa residenza estiva dei Vicerè dal 1412 al 1830, è incastonato nel cuore della Sicilia orientale, in uno dei luoghi più affascinanti: le colline del Val di Noto, da anni patrimonio mondiale dell'Unesco.

La Famiglia Ventimiglia trae origine dalla Liguria, discendente dal ceppo mascolino dalla casa Lascari degli Imperatori di Costantinopoli, e dal femminino dalla casa Reale Normanna e da Serlone conte di Altavilla figlio di Tancredi, fratello del liberatore Ruggiero il Grande, dominatore di Sicilia. Nel 1242, Enrico fu il primo conte di Geraci, possedette le due Petralie (oggi in provincia di Palermo), fu vicerè di Napoli e morì nel 1265 col grado di capitano generale dell'esercito di re Manfredi, l'ultimo sovrano svevo del regno di Sicilia e figlio dell'imperatore Federico II. Di questa nobile ed importantissima Famiglia sono in Sicilia i castelli di Geraci, Gangi, Castelbuono, Buscemi e i principati di Belmonte, di Buonriposo, di Castelbuono, di Grammonte, di Ventimiglia, solo per citarne alcuni. E' stata talmente potente che durante il primo periodo aragonese riuscì assieme ad altre famiglie nobili siciliane a contrastare il potere dei re. La contea dei Ventimiglia occupava metà della Sicilia che andava dalle Madonie fino alle pendici dei Nebrodi.

Il Castello Camemi, successivamente al terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Sicilia orientale, fu riedificato nel XVIII secolo e dopo un lungo ed attento restauro conservativo con il recupero dei materiali originali e degli arredi d'epoca, oggi è diventato un hotel de charme.